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	<title>L&#039;angolo di Peppino &#187; Chiesa</title>
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		<title>Immacolata 2009 a Torre del Greco</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 07:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[immacolata]]></category>
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		<description><![CDATA[Come da antica tradizione, tempo meteorologico permettendo, tra meno di una settimana ancora una volta si avrà l’uscita del carro trionfale che porterà in giro per le strade della città di Torre del Greco, partendo dalla Basilica Pontificia di S. Croce, la statua dell’Immacolata. Di Torre del Greco è quasi una “seconda patrona”: il culto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
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</script></p><p style="text-align: justify;">Come da antica tradizione, tempo meteorologico permettendo, tra meno di una settimana ancora una volta si avrà l’uscita del carro trionfale che porterà in giro per le strade della città di Torre del Greco, partendo dalla Basilica Pontificia di S. Croce, la statua dell’Immacolata.</p>
<p style="text-align: justify;">Di Torre del Greco è quasi una “seconda patrona”: il culto mariano è sentito in maniera straordinaria. La festa stessa è un richiamo eccezionale: migliaia di persone per le strade in processione con il carro.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://img691.imageshack.us/img691/7346/immacolata2007077.jpg" alt="" width="530" height="405" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta sarà la festa del popolo che chiede a Maria di proteggerlo sotto il Suo manto. Maggiori informazioni sulla festa potete trovarle ai link di seguito:</p>
<ol>
<li><a title="Immacolata di Torre del Greco" href="http://www.immacolataditorredelgreco.it/" target="_blank">http://www.immacolataditorredelgreco.it/</a></li>
<li><a title="Sito ufficiale: Basilica S. Croce" href="http://www.scroce.org/Immacolata.htm" target="_blank">http://www.scroce.org/Immacolata.htm</a></li>
<li><a title="Immacolata 2009" href="http://www.immacolata2009.it/" target="_blank">http://www.immacolata2009.it/</a></li>
<li><a title="TorreOmnia - Festa dell'Immacolata" href="http://www.torreomnia.com/feste/festa_immacolata/festa_immacolata.htm" target="_blank">http://www.torreomnia.com/feste/festa_immacolata/festa_immacolata.htm</a></li>
</ol>
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		<title>Il male esiste? Aneddoto attribuito ad Albert Einstein</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 21:32:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[einstein]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia cara amica/corista Lucia mi ha mandato una mail davvero bella. Mi fa piacere condividerla con la blogosfera. Buona lettura. Germania, primi anni del XX secolo. Durante una conferenza tenuta per gli studenti universitari, un professore ateo dell&#8217;Università di Berlino lancia una sfida ai suoi alunni con la seguente domanda: &#8220;Dio ha creato tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La mia cara amica/corista Lucia mi ha mandato una mail davvero bella. Mi fa piacere condividerla con la blogosfera. Buona lettura.</p>
<p style="text-align: justify;">Germania, primi anni del XX secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante una  conferenza tenuta per gli studenti universitari, un professore ateo  dell&#8217;Università di Berlino lancia una sfida ai suoi alunni con la seguente  domanda:<br />
&#8220;Dio ha creato tutto quello che esiste?&#8221;<br />
Uno studente  diligentemente rispose: &#8220;Sì certo!&#8221;.<br />
&#8220;Allora Dio ha creato proprio tutto?&#8221; &#8211;  Replicò il professore.<br />
&#8220;Certo!&#8221;, affermò lo studente.<br />
Il professore  rispose: &#8220;Se Dio ha creato tutto, allora Dio ha creato il male, poiché il male  esiste e, secondo il principio che afferma che noi siamo ciò che produciamo,  allora Dio è il Male&#8221;.<br />
Gli studenti ammutolirono a questa asserzione. Il  professore, piuttosto compiaciuto con se stesso, si vantò con gli studenti che  aveva provato per l´ennesima volta che la fede religiosa era un mito.<br />
Un  altro studente alzò la sua mano e disse: &#8220;Posso farle una domanda,  professore?&#8221;.<br />
&#8220;Naturalmente!&#8221; &#8211; Replicò il professore.<br />
Lo studente si alzò  e disse: &#8220;Professore, il freddo esiste?&#8221;.<br />
&#8220;Che razza di domanda è questa?  Naturalmente, esiste! Hai mai avuto freddo?&#8221;. Gli studenti sghignazzarono alla  domanda dello studente.<br />
Il giovane replicò: &#8220;Infatti signore, il freddo non  esiste. Secondo le leggi della fisica, ciò che noi consideriamo freddo è in  realtà assenza di calore. Ogni corpo od oggetto può essere studiato solo quando  possiede o trasmette energia ed il calore è proprio la manifestazione di un  corpo quando ha o trasmette energia. Lo zero assoluto (-273 °C) è la totale  assenza di calore; tutta la materia diventa inerte ed incapace di qualunque  reazione a quella temperatura. Il freddo, quindi, non esiste. Noi abbiamo creato  questa parola per descrivere come ci sentiamo&#8230; se non abbiamo calore&#8221;.<br />
Lo  studente continuò: &#8220;Professore, l´oscurità esiste?&#8221;.<br />
Il professore rispose:  &#8220;Naturalmente!&#8221;.<br />
Lo studente replicò: &#8220;Ancora una volta signore, è in errore,  anche l´oscurità non esiste. L´oscurità è in realtà assenza di luce. Noi  possiamo studiare la luce, ma non l´oscurità. Infatti possiamo usare il prisma  di Newton per scomporre la luce bianca in tanti colori e studiare le varie  lunghezze d´onda di ciascun colore. Ma non possiamo misurare l´oscurità. Un  semplice raggio di luce può entrare in una stanza buia ed illuminarla. Ma come  possiamo sapere quanto buia è quella stanza?<br />
Noi misuriamo la quantità di  luce presente. Giusto? L´oscurità è un termine usato dall´uomo per descrivere  ciò che accade quando la luce&#8230; non è presente&#8221;.<br />
Finalmente il giovane  chiese al professore: &#8220;Signore, il male esiste?&#8221;.<br />
A questo punto, titubante,  il professore rispose, &#8220;Naturalmente, come ti ho già spiegato. Noi lo vediamo  ogni giorno. E´ nella crudeltà che ogni giorno si manifesta tra gli uomini.  Risiede nella moltitudine di crimini e di atti violenti che avvengono ovunque  nel mondo. Queste manifestazioni non sono altro che male&#8221;.<br />
A questo punto lo  studente replicò &#8220;Il male non esiste, signore, o almeno non esiste in quanto  tale. Il male è semplicemente l´assenza di Dio. E´ proprio come l´oscurità o il  freddo, è una parola che l´uomo ha creato per descrivere l´assenza di Dio. Dio  non ha creato il male. Il male è il risultato di ciò che succede quando l´uomo  non ha l´amore di Dio presente nel proprio cuore. E´ come il freddo che si  manifesta quando non c´è calore o l´oscurità che arriva quando non c´è  luce&#8221;.<br />
Il giovane fu applaudito da tutti in piedi e il professore, scuotendo  la testa, rimase in silenzio.<br />
Il rettore dell&#8217;Università si diresse verso il  giovane studente e gli domandò: &#8220;Qual è il tuo nome?&#8221;.<br />
&#8220;Mi chiamo, Albert  Einstein, signore!&#8221; &#8211; Rispose il ragazzo.</p>
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		<title>La Casa di Tonia &#8211; Card. Crescenzio Sepe &#8211; 48588</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 12:39:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[beneficenza]]></category>
		<category><![CDATA[crescenzio sepe]]></category>
		<category><![CDATA[la culla della vita]]></category>
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		<category><![CDATA[torre del greco]]></category>

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		<description><![CDATA[Di solito si parla di tante frivolezze, anche su questo mio blog, e mai di cose realmente serie. Questa volta però la cosa mi ha toccato particolarmente, e voglio pubblicizzare questa splendida iniziativa di solidarietà anche perchè è promossa dal Card. Crescenzio Sepe, ed io ho molta stima di lui. Piuttosto che scrivere tante parole inutili, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Di solito si parla di tante frivolezze, anche su questo mio blog, e mai di cose realmente serie. Questa volta però la cosa mi ha toccato particolarmente, e voglio pubblicizzare questa splendida iniziativa di solidarietà anche perchè è promossa dal Card. Crescenzio Sepe, ed io ho molta stima di lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Piuttosto che scrivere tante parole inutili, riporto la locandina dell&#8217;iniziativa. Cliccandoci sopra sarete reindirizzati al sito ufficiale della diocesi di Napoli. In definitiva si tratta di donare 1€ attraverso uno sms al <strong>48588</strong> (o 2€ da telefono fisso) per la costruzione di un asilo nido multietnico intitolato a <a title="Tonia Accardo" href="http://www.videocomunicazioni.com/2008/12/01/per-le-mamme-in-difficolta-apre-le-porte-la-casa-di-tonia/" target="_blank">Tonia Accardo</a>, madre coraggio di Torre del Greco morta a causa di un tumore non curato per portare a termine la gravidanza e consentire alla sua bambina di nascere.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="La culla della Vita" href="http://www.chiesadinapoli.it/pls/napoli/v3_s2ew_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=20772" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://img209.imageshack.us/img209/1925/casaditoniaie6.jpg" alt="" width="425" height="608" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>In cammino per una Buona Pasqua con il messaggio del Papa per il tempo di Quaresima 2008</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 13:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[quaresima]]></category>

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		<description><![CDATA[Amici cari, anche questo articolo lo segnalo con un pò di ritardo. Ringrazio Carlo De Rosa, direttore del coro polifonico Le voci di Scauda, che me lo ha inviato. Auguro una buona Quaresima a tutti voi. &#8220;Cristo si è fatto povero per voi&#8221; (2 Cor 8,9) Cari fratelli e sorelle! Ogni anno, la Quaresima ci offre una provvidenziale occasione per approfondire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Amici cari, anche questo articolo lo segnalo con un pò di ritardo. Ringrazio Carlo De Rosa, direttore del coro polifonico <a href="http://www.levocidiscauda.it" target="_blank"><strong>Le voci di Scauda</strong></a>, che me lo ha inviato. Auguro una buona Quaresima a tutti voi.</p>
<p><em><strong>&#8220;Cristo si è fatto povero per voi&#8221; (2 Cor 8,9)</strong></em></p>
<p align="justify"><span id="more-122"></span></p>
<p><em>Cari fratelli e sorelle!</em></p>
<ol>
<li>
<p align="justify">Ogni anno, la Quaresima ci offre una provvidenziale occasione per approfondire il senso e il valore del nostro essere cristiani, e ci stimola a riscoprire la misericordia di Dio perché diventiamo, a nostra volta, più misericordiosi verso i fratelli. Nel tempo quaresimale la Chiesa si preoccupa di proporre alcuni specifici impegni che accompagnino concretamente i fedeli in questo processo di rinnovamento interiore: essi sono la <em>preghiera</em>, il <em>digiuno</em> e l’<em>elemosina</em>. Quest’anno, nel consueto Messaggio quaresimale, desidero soffermarmi a riflettere sulla pratica dell’elemosina, che rappresenta un modo concreto di venire in aiuto a chi è nel bisogno e, al tempo stesso, un esercizio ascetico per liberarsi dall’attaccamento ai beni terreni. Quanto sia forte la suggestione delle ricchezze materiali, e quanto netta debba essere la nostra decisione di non idolatrarle, lo afferma Gesù in maniera perentoria: “Non potete servire a Dio e al denaro” (<em>Lc</em> 16,13). L’elemosina ci aiuta a vincere questa costante tentazione, educandoci a venire incontro alle necessità del prossimo e a condividere con gli altri quanto per bontà divina possediamo. A questo mirano le collette speciali a favore dei poveri, che in Quaresima vengono promosse in molte parti del mondo. In tal modo, alla purificazione interiore si aggiunge un gesto di comunione ecclesiale, secondo quanto avveniva già nella Chiesa primitiva. San Paolo ne parla nelle sue Lettere a proposito della colletta a favore della comunità di Gerusalemme (cfr <em>2 Cor</em> 8-9; <em>Rm</em> 15,25-27).</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Secondo l’insegnamento evangelico, noi non siamo proprietari bensì amministratori dei beni che possediamo: essi quindi non vanno considerati come esclusiva proprietà, ma come mezzi attraverso i quali il Signore chiama ciascuno di noi a farsi tramite della sua provvidenza verso il prossimo. Come ricorda il <em><a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0014/_INDEX.HTM">Catechismo della Chiesa Cattolica</a></em>, i beni materiali rivestono una valenza sociale, secondo il principio della loro destinazione universale (cfr <a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0014/__P89.HTM">n.2404</a>). Nel Vangelo è chiaro il monito di Gesù verso chi possiede e utilizza solo per sé le ricchezze terrene. Di fronte alle moltitudini che, carenti di tutto, patiscono la fame, acquistano il tono di un forte rimprovero le parole di san Giovanni: “Se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il proprio fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l’amore di Dio?” (<em>1 Gv</em> 3,17). Con maggiore eloquenza risuona il richiamo alla condivisione nei Paesi la cui popolazione è composta in maggioranza da cristiani, essendo ancor più grave la loro responsabilità di fronte alle moltitudini che soffrono nell’indigenza e nell’abbandono. Soccorrerle è un dovere di giustizia prima ancora che un atto di carità.</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Il Vangelo pone in luce una caratteristica tipica dell’elemosina cristiana: deve essere nascosta. “Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”, dice Gesù, “perché la tua elemosina resti segreta” (<em>Mt</em> 6,3-4). E poco prima aveva detto che non ci si deve vantare delle proprie buone azioni, per non rischiare di essere privati della ricompensa celeste (cfr <em>Mt</em> 6,1-2). La preoccupazione del discepolo è che tutto vada a maggior gloria di Dio. Gesù ammonisce: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” (<em>Mt</em> 5,16). Tutto deve essere dunque compiuto a gloria di Dio e non nostra. Questa consapevolezza accompagni, cari fratelli e sorelle, ogni gesto di aiuto al prossimo evitando che si trasformi in un mezzo per porre in evidenza noi stessi. Se nel compiere una buona azione non abbiamo come fine la gloria di Dio e il vero bene dei fratelli, ma miriamo piuttosto ad un ritorno di interesse personale o semplicemente di plauso, ci poniamo fuori dell’ottica evangelica. Nella moderna società dell’immagine occorre vigilare attentamente, poiché questa tentazione è ricorrente. L’elemosina evangelica non è semplice filantropia: è piuttosto un’espressione concreta della carità, virtù teologale che esige l’interiore conversione all’amore di Dio e dei fratelli, ad imitazione di Gesù Cristo, il quale morendo in croce donò tutto se stesso per noi. Come non ringraziare Dio per le tante persone che nel silenzio, lontano dai riflettori della società mediatica, compiono con questo spirito azioni generose di sostegno al prossimo in difficoltà? A ben poco serve donare i propri beni agli altri, se per questo il cuore si gonfia di vanagloria: ecco perché non cerca un riconoscimento umano per le opere di misericordia che compie chi sa che Dio “vede nel segreto” e nel segreto ricompenserà.</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Invitandoci a considerare l’elemosina con uno sguardo più profondo, che trascenda la dimensione puramente materiale, la Scrittura ci insegna che c’è più gioia nel dare che nel ricevere (cfr <em>At</em> 20,35). Quando agiamo con amore esprimiamo la verità del nostro essere: siamo stati infatti creati non per noi stessi, ma per Dio e per i fratelli (cfr <em>2 Cor</em> 5,15). Ogni volta che per amore di Dio condividiamo i nostri beni con il prossimo bisognoso, sperimentiamo che la pienezza di vita viene dall’amore e tutto ci ritorna come benedizione in forma di pace, di interiore soddisfazione e di gioia. Il Padre celeste ricompensa le nostre elemosine con la sua gioia. E c’è di più: san Pietro cita tra i frutti spirituali dell’elemosina il perdono dei peccati. “La carità &#8211; egli scrive &#8211; copre una moltitudine di peccati”. Come spesso ripete la liturgia quaresimale, Iddio offre a noi peccatori la possibilità di essere perdonati. Il fatto di condividere con i poveri ciò che possediamo ci dispone a ricevere tale dono. Penso, in questo momento, a quanti avvertono il peso del male compiuto e, proprio per questo, si sentono lontani da Dio, timorosi e quasi incapaci di ricorrere a Lui. L’elemosina, avvicinandoci agli altri, ci avvicina a Dio e può diventare strumento di autentica conversione e riconciliazione con Lui e con i fratelli.</p>
</li>
<li>
<p align="justify">L’elemosina educa alla generosità dell’amore. San Giuseppe Benedetto Cottolengo soleva raccomandare: “Non contate mai le monete che date, perché io dico sempre così: se nel fare l’elemosina la mano sinistra non ha da sapere ciò che fa la destra, anche la destra non ha da sapere ciò che fa essa medesima” (<em>Detti</em> <em>e pensieri</em>, Edilibri, n. 201). Al riguardo, è quanto mai significativo l’episodio evangelico della vedova che, nella sua miseria, getta nel tesoro del tempio “tutto quanto aveva per vivere” (<em>Mc</em> 12,44). La sua piccola e insignificante moneta diviene un simbolo eloquente: questa vedova dona a Dio non del suo superfluo, non tanto ciò che ha, ma quello che è. Tutta se stessa. Questo episodio commovente si trova inserito nella descrizione dei giorni che precedono immediatamente la passione e morte di Gesù, il quale, come nota san Paolo, si è fatto povero per arricchirci della sua povertà (cfr <em>2 Cor</em> 8,9); ha dato tutto se stesso per noi. La Quaresima, anche attraverso la pratica dell’elemosina ci spinge a seguire il suo esempio. Alla sua scuola possiamo imparare a fare della nostra vita un dono totale; imitandolo riusciamo a renderci disponibili, non tanto a dare qualcosa di ciò che possediamo, bensì noi stessi. L’intero Vangelo non si riassume forse nell’unico comandamento della carità? La pratica quaresimale dell’elemosina diviene pertanto un mezzo per approfondire la nostra vocazione cristiana. Quando gratuitamente offre se stesso, il cristiano testimonia che non è la ricchezza materiale a dettare le leggi dell’esistenza, ma l’amore. Ciò che dà valore all’elemosina è dunque l’amore, che ispira forme diverse di dono, secondo le possibilità e le condizioni di ciascuno.</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Cari fratelli e sorelle, la Quaresima ci invita ad “allenarci” spiritualmente, anche mediante la pratica dell’elemosina, per crescere nella carità e riconoscere nei poveri Cristo stesso. Negli <em>Atti degli Apostoli</em> si racconta che l’apostolo Pietro allo storpio che chiedeva l’elemosina alla porta del tempio disse: “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina” (<em>At</em> 3,6). Con l’elemosina regaliamo qualcosa di materiale, segno del dono più grande che possiamo offrire agli altri con l’annuncio e la testimonianza di Cristo, nel Cui nome c’è la vita vera. Questo periodo sia pertanto caratterizzato da uno sforzo personale e comunitario di adesione a Cristo per essere testimoni del suo amore. Maria, Madre e Serva fedele del Signore, aiuti i credenti a condurre il “combattimento spirituale” della Quaresima armati della preghiera, del digiuno e della pratica dell’elemosina, per giungere alle celebrazioni delle Feste pasquali rinnovati nello spirito. Con questi voti imparto volentieri a tutti l’Apostolica Benedizione.<br />
<em>Dal Vaticano, 30 ottobre 2007 </em></li>
</ol>
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		<title>Alla ricerca della verità del proprio essere &#8211; Mercoledì delle ceneri</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 13:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
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		<description><![CDATA[Interrompo, per un attimo, il silenzio stampa pubblicando un pensiero di Enzo Bianchi inviatomi dalla cara Maria Laura. Esso tratta del Mercoledì delle Ceneri (quindi perdonate il ritardo di quasi una settimana). Lo pongo qui per me (lo avrei perso) e per vostra utilità. Buona lettura! Ogni anno ritorna la quaresima, un tempo pieno di quaranta giorni da vivere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Interrompo, per un attimo, il silenzio stampa pubblicando un pensiero di <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enzo_Bianchi"><strong>Enzo Bianchi</strong></a> inviatomi dalla cara Maria Laura. Esso tratta del Mercoledì delle Ceneri (quindi perdonate il ritardo di quasi una settimana). Lo pongo qui per me (lo avrei perso) e per vostra utilità. Buona lettura!</p>
<p align="justify">Ogni anno ritorna la quaresima, un <em>tempo pieno</em> di quaranta giorni da vivere da parte dei cristiani tutti insieme come tempo di conversione, di ritorno a Dio. Sempre i cristiani devono vivere lottando contro gli idoli seducenti, sempre è il tempo favorevole ad accogliere la grazia e la misericordia del Signore, tuttavia la Chiesa – che nella sua intelligenza conosce l’incapacità della nostra umanità a vivere con forte tensione il cammino quotidiano verso il Regno – chiede che ci sia un tempo preciso che si stacchi dal quotidiano, un tempo “altro”, un tempo forte in cui far convergere nello sforzo di conversione la maggior parte delle energie che ciascuno possiede. E la Chiesa chiede che questo sia vissuto simultaneamente da parte di tutti i cristiani, sia cioè uno sforzo compiuto tutti insieme, in comunione e solidarietà. Sono dunque quaranta giorni per il ritorno a Dio, per il ripudio degli idoli seducenti ma alienanti, per una maggior conoscenza della misericordia infinita del Signore.</p>
<p align="justify"><span id="more-121"></span>La conversione, infatti, non è un evento avvenuto una volta per tutte, ma è un dinamismo che deve essere rinnovato nei diversi momenti dell’esistenza, nelle diverse età, soprattutto quando il passare del tempo può indurre nel cristiano un adattamento alla mondanità, una stanchezza, uno smarrimento del senso e del fine della propria vocazione che lo portano a vivere nella schizofrenia la propria fede. Sì, la quaresima è il tempo del ritrovamento della propria verità e autenticità, ancor prima che tempo di penitenza: non è un tempo in cui “fare” qualche particolare opera di carità o di mortificazione, ma è un tempo per ritrovare la verità del proprio essere. Gesù afferma che anche gli ipocriti digiunano, anche gli ipocriti fanno la carità (cf. Mt 6,1-6.16-18): proprio per questo occorre unificare la vita davanti a Dio e ordinare il fine e i mezzi della vita cristiana, senza confonderli. La quaresima vuole riattualizzare i quarant’anni di Israele nel deserto, guidando il credente alla conoscenza di sé, cioè alla conoscenza di ciò che il Signore del credente stesso già conosce: conoscenza che non è fatta di introspezione psicologica ma che trova luce e orientamento nella Parola di Dio. Come Cristo per quaranta giorni nel deserto ha combattuto e vinto il tentatore grazie alla forza della Parola di Dio (cf. Mt 4,1-11), così il cristiano è chiamato ad ascoltare, leggere, pregare più intensamente e più assiduamente – nella solitudine come nella liturgia – la Parola di Dio contenuta nelle Scritture. La lotta di Cristo nel deserto diventa allora veramente esemplare e, lottando contro gli idoli, il cristiano smette di fare il male che è abituato a fare e comincia a fare il bene che non fa! Emerge così la “differenza cristiana”, ciò che costituisce il cristiano e lo rende eloquente nella compagnia degli uomini, lo abilita a mostrare l’Evangelo vissuto, fatto carne e vita. Il mercoledì delle Ceneri segna l’inizio di questo tempo propizio della quaresima ed è caratterizzato, come dice il nome, dall’imposizione delle ceneri sul capo di ogni cristiano. Un gesto che forse oggi non sempre è capito ma che, se spiegato e recepito, può risultare più efficace delle parole nel trasmettere una verità. La cenere, infatti, è il frutto del fuoco che arde, racchiude il simbolo della purificazione, costituisce un rimando alla condizione del nostro corpo che, dopo la morte, si decompone e diventa polvere: sì, come un albero rigoglioso, una volta abbattuto e bruciato, diventa cenere, così accade al nostro corpo tornato alla terra, ma quella cenere è destinata alla resurrezione. Simbolica ricca, quella della cenere, già conosciuta nell’Antico Testamento e nella preghiera degli ebrei: cospargersi il capo di cenere è segno di penitenza, di volontà di cambiamento attraverso la prova, il crogiolo, il fuoco purificatore. Certo è solo un<em> segno</em>, che chiede di significare un <em>evento</em> spirituale autentico vissuto nel quotidiano del cristiano: la conversione e il pentimento del cuore contrito. Ma proprio questa sua qualità di<em> segno</em>, di gesto può, se vissuto con convinzione e nell’invocazione dello Spirito, imprimersi nel corpo, nel cuore e nello spirito del cristiano, favorendo così l’<em>evento</em> della conversione. Un tempo nel rito dell’imposizione delle ceneri si ricordava al cristiano innanzitutto la sua condizione di uomo tratto dalla terra e che alla terra ritorna, secondo la parola del Signore detta ad Adamo peccatore (cf. Gen 3,19). Oggi il rito si è arricchito di significato, infatti la parola che accompagna il gesto può anche essere l’invito fatto dal Battista e da Gesù stesso all’inizio della loro predicazione: “Convertitevi e credete all’Evangelo”… Sì, ricevere le ceneri significa prendere coscienza che il fuoco dell’amore di Dio consuma il nostro peccato; accogliere le ceneri nelle nostre mani significa percepire che il peso dei nostri peccati, consumati dalla misericordia di Dio, è “poco peso”; guardare quelle ceneri significa riconfermare la nostra fede pasquale: saremo cenere, ma destinata alla resurrezione. Sì, nella nostra Pasqua la nostra carne risorgerà e la misericordia di Dio come fuoco consumerà nella morte i nostri peccati.</p>
<p align="justify">Nel vivere il mercoledì delle ceneri i cristiani non fanno altro che riaffermare la loro fede di essere riconciliati con Dio in Cristo, la loro speranza di essere un giorno risuscitati con Cristo per la vita eterna, la loro vocazione alla carità che non avrà mai fine. Il giorno delle ceneri è annuncio della Pasqua di ciascuno di noi.</p>
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		<title>Auguri di Buon Natale 2007 e Buone Feste</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Dec 2007 07:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Auguri]]></category>
		<category><![CDATA[buon natale]]></category>

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</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Non si dovrebbe celebrare la nascita di Cristo una volta all&#8217;anno, ma ogni giorno, perché Egli rivive in ognuno di noi. Gesù è nato e vissuto invano se non abbiamo imparato da Lui a regolare la nostra vita sulla legge eterna dell&#8217;amore pieno. Là dove regna senza idea di vendetta e di violenza, il Cristo è vivo. Allora potremmo dire che il Cristo non nasce soltanto un giorno all&#8217;anno: è un avvenimento costante che può avverarsi in ognuna delle nostre vite. Quando la legge suprema dell&#8217;amore sarà capita e la sua pratica sarà universale, allora Dio regnerà sulla terra come regna in cielo. Il senso della vita consiste nello stabilire il Regno di Dio sulla terra, cioè nel proporre la sostituzione di una vita egoista, astiosa, violenta e irragionevole con una vita di amore, di fraternità, di libertà, di ragione. </em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando sento cantare &#8220;gloria a Dio e pace in terra agli uomini di buona volontà&#8221; mi chiedo oggi come sia reso gloria a Dio e dove ci sia pace sulla terra. Finché la pace sarà una fame insaziata, finché noi non saremo riusciti a rinascere come uomini illuminati dallo Spirito, a instaurare con le persone rapporti autentici di comunione da cui siano estranei i sorrisi forzati, l&#8217;invidia, la gelosia, la falsa cortesia, la diplomazia, finché non avremo come senso della vita la ricerca della verità su noi stessi, del giusto, del bello, finché non saremo capaci di spogliarci dell&#8217;inautentico, di ciò che abbiamo di troppo a spese di coloro che non hanno niente, finché continueremo a calpestare i nostri sogni più belli e più profondi, il Cristo non sarà mai nato.<br />
Quando la pace autentica si sarà affermata, quando avremo sradicato la violenza dalla nostra civiltà, solo allora noi diremo che &#8220;Cristo è nato in mezzo a noi&#8221;. Allora non penseremo tanto ad un giorno che è un anniversario, ma ad un evento che può realizzarsi in tutta la nostra vita. Se dunque si augura un &#8220;Buon Natale&#8221; senza dare un senso profondo a questa frase, tale augurio resta una semplice formula vuota.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Con questo pensiero di Gandhi, esprimo a tutti voi i miei più sentiti auguri di Buon Natale!</p>
<div style="text-align: center"><img title="Natale 2007" src="http://www.webalice.it/g.diluca/images/natale2007.gif" alt="Natale 2007" width="430" height="329" /></div>
<p style="text-align: justify;">
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</strong></li>
</ul>
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		<title>Papa Benedetto XVI a Napoli</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Oct 2007 15:14:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[papa]]></category>

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		<description><![CDATA[Di ritorno da Piazza del Plebiscito, inzuppato fino al collo, eccomi a scrivere le impressioni sulla celebrazione presieduta dal Sommo Pontefice. Beh&#8230; che dire&#8230; E&#8217; stata una bella esperienza, non tanto dal punto di vista spirituale, causa il caos provocato dalla incessante pioggia, bensì dal punto di vista della socializzazione del gruppo Coro di Santa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Di ritorno da Piazza del Plebiscito, inzuppato fino al collo, eccomi a scrivere le impressioni sulla celebrazione presieduta dal Sommo Pontefice. Beh&#8230; che dire&#8230; E&#8217; stata una bella esperienza, non tanto dal punto di vista spirituale, causa il caos provocato dalla incessante pioggia, bensì dal punto di vista della socializzazione del gruppo Coro di Santa Maria del Popolo con altre realtà presenti nel nostro Decanato. Si prospettano collaborazioni&#8230;</p>
<p align="justify">Alcune foto scattate nell&#8217;occasione:</p>
<p align="justify">
<div class="ngg-galleryoverview" id="ngg-gallery-6-34">

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			<a href="http://www.giuseppediluca.it/wp-content/gallery/domenica-col-papa/dsc01850.jpg" title="Allegre e sorridenti perchè ancora inconsapevoli della loro sorte..." class="thickbox" rel="set_6"  rel="lightbox[34]">
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			<a href="http://www.giuseppediluca.it/wp-content/gallery/domenica-col-papa/dsc01866.jpg" title="Ebbene si, abbiamo cantato proprio così!" class="thickbox" rel="set_6"  rel="lightbox[34]">
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			<a href="http://www.giuseppediluca.it/wp-content/gallery/domenica-col-papa/dsc01878.jpg" title="Peppi e Lilla al ritorno da Napoli, distrutti dal freddo e dal gelo..." class="thickbox" rel="set_6"  rel="lightbox[34]">
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			<a href="http://www.giuseppediluca.it/wp-content/gallery/domenica-col-papa/pic_0760.jpg" title="Qualche tenore sparuto, in semi-assideramento!" class="thickbox" rel="set_6"  rel="lightbox[34]">
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			<a href="http://www.giuseppediluca.it/wp-content/gallery/domenica-col-papa/pic_0779.jpg" title="Ecco, arriva il Papa!" class="thickbox" rel="set_6"  rel="lightbox[34]">
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			<a href="http://www.giuseppediluca.it/wp-content/gallery/domenica-col-papa/s8000518_1.jpg" title="Maria Teresa, Amalia, Marilì, Maria Laura e Imma" class="thickbox" rel="set_6"  rel="lightbox[34]">
								<img title="s8000518_1.jpg" alt="s8000518_1.jpg" src="http://www.giuseppediluca.it/wp-content/gallery/domenica-col-papa/thumbs/thumbs_s8000518_1.jpg"  />
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			<a href="http://www.giuseppediluca.it/wp-content/gallery/domenica-col-papa/s8000541_1.jpg" title="Peppi il Talebano, Gennaro e Luigi" class="thickbox" rel="set_6"  rel="lightbox[34]">
								<img title="s8000541_1.jpg" alt="s8000541_1.jpg" src="http://www.giuseppediluca.it/wp-content/gallery/domenica-col-papa/thumbs/thumbs_s8000541_1.jpg"  />
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<p><span id="more-34"></span></p>
<p align="justify">Forse sono un pò eccessivo nel dire che non è stata una bella esperienza dal punto di vista spirituale, correggo il tiro: la presenza della massima carica della Chiesa si percepisce subito in tutta la sua imponenza.</p>
<p align="justify">Io ero molto piccolo quando il compianto Giovanni Paolo II si recò, nel 1990, a Napoli e addirittura a pregare nella Basilica di Santa Croce il &#8220;nostro&#8221; Beato Vincenzo Romano. Non avevo quindi mai visto da vicino un Papa; non avevo mai visto la &#8220;Papa-Mobile&#8221; in azione&#8230; E devo dire che Sua Santità ha saputo rispondere bene alla calorosa accoglienza dei napoletani: &#8220;la risorsa che i napoletani hanno per uscire dalla situazione triste in cui versa la/e città sono i napoletani stessi&#8221;. Grazie Santità, non La deluderemo!</p>
<p align="justify">Molte persone sono andate via, sia dalla piazza che dal coro, a causa di una pioggia che osare definire torrenziale è riduttivo&#8230; Ma molti, come noi, hanno perseverato nella resistenza&#8230; E Sua Santità non ha perso l&#8217;occasione per ringraziare queste persone rimaste fedeli all&#8217;impegno preso.</p>
<p align="justify">In definitiva unica nota dolente, la pioggia, sigh! Si sarebbe potuto provvedere ad una copertura anche per il coro, e soprattutto per quei poveri musicisti che hanno suonato in condizioni disumane&#8230;</p>
<p align="justify">Ah, dimenticavo&#8230; il M° De Gregorio è un mito!</p>
<p align="justify">Di seguito inserisco un filmato sul momento in cui Benedetto XVI ci è passati più vicino in assoluto:</p>
<p align="center">[flash http://www.youtube.com/watch?v=oaRCMnIxPlg]</p>
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		<title>Benedetto XVI in visita pastorale a Napoli</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 05:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi, questo breve post per esprimere l&#8217;emozione che cresce in me al pensiero che Domenica 20 farò parte, insieme a tante persone a me care, della corale che animerà la celebrazione presieduta dal Santo Padre in Piazza del Plebiscito a Napoli. Cercherò, nella prossima settimana, di esprimere a parole le emozioni provate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi,</p>
<p align="justify">questo breve post per esprimere l&#8217;emozione che cresce in me al pensiero che Domenica 20 farò parte, insieme a tante persone a me care, della corale che animerà la celebrazione presieduta dal Santo Padre in Piazza del Plebiscito a Napoli. Cercherò, nella prossima settimana, di esprimere a parole le emozioni provate.</p>
<p align="center"><img width="400" src="http://www.ratzingerbenedettoxvi.com/paparatzinger.jpg" alt="S.S. Benedetto XVI nel momento dell'ufficializzazione del Suo pontificato" height="360" /></p>
]]></content:encoded>
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